LUIGI RABBAI mercoledì 26 settembre 2018 Login

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RiduciLe opere di LUIGI RABBAI - LUIGI RABBAI's artworks
   

 

 

 

 

AIRONE MORENTE

Legno di pino impregnato e carta velina  colorata  cm. 50 x 56   - 2014

 

 

 

 

 

 

GUFO

legno di ciliegio h cm 40

 

 

 

 

 


 

MANI

Legno di melo h cm 35 2004

 

 

 



 

 

PROFILI di  DONNA

  Legno di pruno impregnato

h cm 42 1993

 

 

 

 



 

 

ANATOMIA di  UN PIEDE

 Legno di ginepro h cm 50  2004


 

 



 

 

TESTA -  MEMORIA di UN MITO

 Legno di ulivo h. cm 30 2015


 

 

 

 
 
RiduciLa sua Biografia - His Biography
   

Sono nato a Canale Monterano (Roma), territorio della Riserva Naturale di Monterano, il 13 dicembre 1943. Ben presto mi trasferisco a Roma dove vivo e lavoro per anni nell’Amministrazione Finanziaria. In tale ambito partecipo nel dicembre del 1983 alla mostra “8° premio Nazionale di arti figurative” riservata ai dipendenti dello stato e tenutasi presso il Museo delle arti e tradizioni popolari di Roma. Nel 1999, spinto da un desiderio di libertà, faccio ritorno al borgo natio insieme a mia moglie e i miei due figli, dove mi stabilisco definitivamente.
Per me è stato un vero e proprio ritorno alle origini. Canale, infatti mi offre la possibilità di dedicarmi a tempo pieno alla scultura, riappropriarmi così della mia identità di artista,  passione autodidatta coltivata fin da ragazzo. Da qui inizia il mio percorso di artista, fatto di lavoro ed esposizioni personali e collettive.
Sono un’artista autodidatta che scolpisce il legno, ed ho sempre avuto l’istinto di andare oltre la realtà visibile, infatti anche se la scultura per sua natura esplora i volumi e le forme esterne, io tento di far uscire le tensioni interiori delle cose andando oltre la percezione fisica.
 Le mie sculture nascono sempre dalla realtà e dall’idea di sogno e bellezza, dove la parte irrequieta di me stesso può finalmente espandersi senza nessun freno, dando forma e fisicità alle creazioni. Una parte è reale, altre sono fantasia, e cerco di far percepire la realtà delle cose in modo diverso.  

                                                                                                            

Luigi Rabbai

 
 
RiduciCurriculum
   

MOSTRE COLLETTIVE

1983 – Premio Naz. Arti figurative dipendenti Stato             -  Museo delle arti e tradizioni popolari – Roma
2008 – Festa di Sant’Anna                                                -  Chiesa di Sant’Anna           -       Oriolo Romano
2009 – Festa di Sant’Anna                                                -  Chiesa di Sant’Anna           -       Oriolo Romano
2010 – In attesa dell’alba                                                 -  Sala Natili                          -       Canale Monterano
2010 – In attesa dell’alba                                                 -  Castello di S. Severa          -      Santa Severa
2011- Geometrie                                                              - Artigiancanale                    -       Canale Monterano
2011 – Natività                                                                -  Art & Graund                     -       Manziana
2011 – Ydros                                                                   - Manifestazione sull’acqua     -       Bracciano
2011 – Arte tra sogno e realtà                                           - Sala Natili                          -       Canale Monterano
2012 – 3 Scultori al Chiostro                                              - Chiostro degli Agostiniani   -       Bracciano
2012 – 3 Scultori                                                              - Sala Natili                          -       Canale Monterano
2013 – Il sottobosco                                                         - Chiesa di Sant’Anna            -       Oriolo Romano
2013 – I giorni dell’arte                                                     - Palazzo Chigi sala Orsini     -       Formello
2014 – Identità ed imitazioni                                              - Chiostro degli Agostiniani    -       Bracciano
2017 - Nuova figurazione                                                   - Chiostro degli Agostiniani    -       Bracciano

MOSTRE PERSONALI

2005 – Alle Radici del  Sogno                                            - Zona immagine                    -       Manziana
2006 – Alle Radici del Sogno                                             - Sala Natili                            -       Canale Monterano
2007 – Alle Radici del Sogno                                             - Chiostro degli Agostiniani      -       Tolfa
2008 – Alle Radici del Sogno                                             - Artidec                                -       Bracciano
2009 – LUNAE                                                                  - Palazzo Chigi sala Orsini       -       Formello
2011 – LUNAE                                                                  - Artidec                                -       Bracciano
2017 – LUNAE                                                                  - Museo Colle del Duomo        -       Viterbo   

 
 
RiduciLa Critica - Art Critic
   

La materia lignea che racchiude immagini nascoste, invisibili, che vengono intuite e catturate dall’autore, e con maestria portate alla luce, diventano espressione scultorea dei sogni del medesimo e di tutti noi.
Il sogno, secondo e fondamentale elemento delle opere di Luigi Rabbai.Tutti  sogniamo e riceviamo una serie di immagini, percezioni ed emozioni che si svolgono in maniera irreale o illogica, svincolate dagli eventi reali, che mostrano situazioni impossibili a verificarsi nelle realtà.
Il nostro autore parte dalla materia legno, vi individua un soggetto reale, che può essere a volte una forma umana, a volte un animale, a volte un oggetto presente nella vita di tutti i giorni, poi lo trasforma via via, nel corso della lavorazione stessa, in una visione non più reale, bensì onirica, fantastica. L’autore, lavorando sulla memoria, sul ricordo, su quanto nell’uomo avviene al di là delle percezioni razionali della realtà, opera sulla materia lignea e crea qualcosa di immaginario, di surreale. La sua mano, quasi fosse guidata da una forza invisibile, irrazionale, nascosta nel suo inconscio  - come lui stesso rileva con stupore – si allontana poco alla volta dal punto di partenza reale, per plasmare qualcosa di imprevedibile, di mirabile, ed approdare ad un punto di arrivo fantastico, che lascia l’osservatore affascinato, quasi incantato.
Ecco quindi apparire ai nostri occhi figure realistiche come quella del gufo, che si tramuta,in basso, in un nuovo chimerico essere, a metà strada tra l’animale e il vegetale, evocando nella mente dell’osservatore antiche figure mitologiche. Ecco le straordinarie trasformazioni della mano umana, nelle quali l’autore si abbandona al sogno, alla visione, al mistero e crea una nuova incredibile figura, così come nelle originali sculture aventi per oggetto un uomo o una donna, dove la forma umana si deforma, si liquefa, e diventa, modellata dal nostro artista, un’entità fantastica, surreale, pur conservando le caratteristiche della figura originaria.
Ed è proprio questo l’elemento distintivo dell’attività del nostro autore: saper dare concretezza alle visioni oniriche, operando su una materia duttile come il legno e mantenendo fermo il soggetto reale dal quale è partito, per far si che l’osservatore non perda di vista la realtà delle cose, sempre visibile e palpabile, seppure talvolta apparentemente alterata, quasi a voler ricordare che è strabiliante perdersi nel mondo fantastico dei nostri ricordi, dei nostri sogni, per ritornare bambini, se vogliamo, o semplicemente per dar corpo alle nostre visioni, senza prescindere dalla realtà delle cose.

ENZO LANZARA

                                                                                                                                                    

 
 
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