MASSIMILIANO FABRIS sabato 26 maggio 2018 Login

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RiduciLe opere di MASSIMILIANO FABRIS
   

 

Generazione Bhoh-Fedez

acrilico, cd e vinile su tela cm 150x190

 

 

 

 

Maria e ...

acrilico e cd su compensato cm 100 x 100

 

 

 

 

 

 

 On the floor jlo

acriliso e cd su tela cm 150x190

 

 

 

The chamber

acrilico e cd su tela 150x190

 

 

 

 

 Monte rosas meadow

acrilico cd e vinile su tela cm 40 x 40

 

 

 

 

 

 

Marco

acrilico cd e piuma su tela cm 100 x 100

 

 

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RiduciLa sua Biografia
   

Massimiliano Fabris, classe 1971, è nato a Novara ma ha sempre abitato a Prato Sesia. La passione per l’arte figurativa si manifesta verso i 20 anni con i primi studi sui corpi classici di Michelangelo, seguono quelli su Toulouse-Lautrec e Van Gogh che per soggetti e pennellate saranno future fonti di ispirazione. I primi esperimenti sono riproduzioni di vari artisti mischiate a disegni satirici e manifesti legati al carnevale pratese.

Il rapporto di Fabris con il suo paese infatti è stretto: Prato Sesia è la fonte principale dei soggetti dei suoi primi lavori, ritratti e paesaggi in primis. Incoraggiato da don Mario Vanini,Fabris continua a dipingere: con il tempo i pastelli vengono sostituiti da quelli acquerellabili, per poi passare ai pennelli e all’acrilico per lavorare anche su tessuto. Le sue prime opere, frutto di anni di lavoro, diventano i soggetti di “Prato e… Massimiliano Fabris”, mostra personale allestita nella sala consiliare del municipio di Prato Sesia sul finire dell’ottobre 2012. 

Seguono poi le partecipazioni a “Free entry”, collettiva ospitata dal Centro Culturale Spazio Silos di Novara ed alla terza edizione di “l’Arte dei sensi” di Torino. Fabris partecipa con una sua opera anche a “Paesaggio italiano”, progetto espositivo proposto dall’associazione Artisolide: una mostra itinerantein sei musei di Romania e Bulgaria costituita da dipinti e fotografie di artisti italiani che raccontano il paesaggio in formato 40 x 40.


Nell’ultimo anno i lavori di Fabris sono caratterizzati da un’influenza new pop in cui si sperimenta l’utilizzo di materiali diversi: su basi che vanno dal legno alla tela si parte dal colore acrilico per arrivare all’inserimento di materiali come cd, vinili e piume di struzzo. Una scelta polimatericaper opere che hanno soggetti diversi ma un minimo comun denominatore: la musica, di ogni genere, reinterpretata per immagini.

 
 
RiduciIl suo Curriculum
   

MOSTRE ED EVENTI


Prato e…. Mostra Personale , Prato Sesia 2012


Free entry….Mostra Collettiva ,Novara 2012


L’arte dei sensi ….Mostra Collettiva , Torino 2013


Paesaggio Italiano ….Mostra Collettiva Itinerante , Romania-Bulgaria 2013


Dance&Drink….Mostra Personale ,Prato Sesia 2013


Italian Style ….Mostra Collettiva ,Vigevano 2014


Mimesi….Cortometraggio ,regia di Luca Romani ,Prato Sesia 2014 (produttore e scenografo)


Madre Italy….Mostra Collettiva , Londra 2015


La donna nell’arte …. Mostra Collettiva , Udine 2015

 
 
RiduciLe recensioni critiche
   

MASSIMILIANO FABRIS IN MOSTRA CON DANCE & DRINK, al Circle Cafè di Prato Sesia Il Circle Café di Prato nello scorso fine settimana si è trasformato in un’insolita galleria d’arti in movimento: un artista, Massimiliano Fabris, un cocktail-man talentuoso, Mauro Pera, e la musica di tendenza, si sono incontrati per creare un variopinto “happening sensoriale”: quadri, musica e cocktails per una festa che ha coinvolto decine di persone. Chi pensa che un bar sia semplicemente un posto dove “spannare” i sogni della notte con un caffè nero corto e bollente, deve proprio ricredersi: il Circle Café è un bar dove tutti vorremmo capitare di notte, per ascoltare i racconti di colore con la musica a palla, per conoscere gli altri misteriosi avventori, uno zoo stralunato di un artista che ha dentro l’irresistibile voglia di esprimersi, necessità espressive dettate dal desiderio di uscire dagli schemi tradizionali imposti dall'arte, per avvalersi di mezzi appartenenti ad altre discipline (cinema, danza, musica, letteratura). Nell’ottobre 2012 Fabris, giovane artista autodidatta che dipinge da più di vent’anni, aveva esposto in sala consiliare: “Prato e…Massimiliano Fabris”: una sinestesia creativa pensata e realizzata da un pratese che aveva voluto dedicare la sua prima mostra personale proprio al suo paese. Con Dance & Drink Massimiliano torna con due serie di quadri dal percorso parallelo, che del tutto illogicamente si interseca: l’impossibile è proprio la cifra di lettura. Dance era composta da dodici tele in acrilico ed inserti multimaterici in cui Fabris rendeva omaggio a brani e rock star che hanno fatto la storia della musica, “cannibalizzata” metaforicamente attraverso i frammenti di CD che diventavano parte integrante delle opere grazie ai loro riflessi. Drink nasceva dalla collaborazione tra Fabris e Pera, barman da dodici anni, che ha mixato cocktails da New York a Prato Sesia: undici installazioni composte da tele circolari di 75 centimetri di diametro, che rappresentavano i bicchieri dalla prospettiva del cliente che si appresta a bere, con accanto l’omonimo drink: dal ghiaccio emergeva un profilo femminile, oppure il volto del Che nella libera interpretazione del celebre Cuba Libre, il cocktail preferito da Hemingway. Dopo la presentazione un flash mob a sorpresa nella vicina piazza, improvvisato dai ballerini del gruppo No Name, che hanno coinvolto il pubblico. … e poi la festa continua per buona parte della notte, prolungandosi per tutto il fine settimana, rinnovandosi continuamente attraverso gli sguardi sempre diversi degli “avventori”.

 Piera Mazzone

 
Opera singolare con stile fresco libero e personale. Un omaggio alla musica che qui vediamo trasportare la donna in un altra dimensione sorretta da angeli-farfalla. Interessante il gioco di contrasti nell'uso del colore caldo-freddo per la descrizione del corpo femminile ritratto.

ANNA LIUZZI


Nel titolo della mostra di Massimiliano Fabris, “Prato e… Massimiliano Fabris” emerge una parte importante della poetica del nostro artista, che dimostra di essere sinceramente legato al suo territorio, alle tradizioni, al suo vissuto, soggetti che spesso compaiono nelle sue tele: il paese , nel momento della sfilata del carnevale, oppure le vigne ed i campi. Nei paesaggi soprattutto emerge il Fabris figurativo, ma è anche un figurativo che direi romantico, grazie al senso naturale che il nostro artista ha per la prospettiva, che definirei quasi “solida”, rubando il termine al mondo del teatro, perché l’effetto delle linee si compone con quello del rilievo plastico, fino ad ottenere spazi profondi, che prendono per mano l’osservatore portandolo verso l’infinito. I soggetti di Fabris sono i più diversi. I ritratti di amici e famigliari, per esempio, sono energici ed intensi: seppure da autodidatta, il nostro artista è riuscito a raggiungere un’ottima capacità d’indagine e sintesi dei volumi anatomici. Fabris raffigura poi animali, sempre in pose fiere o giocose, la città spagnola di San Sebastian, con i suoi abitanti ed i suoi ambienti, e non disdegna, a volte, di strizzare l’occhio alla religione con un vigoroso arcangelo Michele armato contro il mondo, o alla politica, con un possente Che Guevara che appare dalle spire di un enorme sottobicchiere. Un elemento importante per Fabris è la musica, che ascolta in continuazione mentre dipinge. Che tipo di musica? Tutta, assolutamente tutta, dal rock alla disco, dai cantautori italiani alle band europee. Questo mi fa ricordare Kandinsky, quando la sua pittura diviene sempre più una sorta di composizione musicale, una sinfonia di colori, come ebbe a definirla in più occasioni: “Già molto presto mi resi conto dell’inaudita forza d’espressione del colore. Invidiavo i musicisti i quali possono fare arte senza il bisogno di raccontare qualcosa di realistico. Il colore, però, mi pareva altrettanto realistico del suono”. Richiamano ancora il pittore russo le spirali che Fabris traccia sulla tela, cercando continuamente emozione nel colore, nel gesto, nel segno: le sue mani guidano i pennelli, a loro volta accompagnate dal calore del suo cuore appassionato. Non è casuale, inoltre, a mio avviso, la scelta di questa struttura formale: la spirale di per sè è un simbolo di vita che continua, avanti e indietro, espressione di energia e di viaggio interiore. Nell’insieme questa è una pittura sentita direttamente, coltivata con sincerità e con forza, la sua validità sta nel fatto di saper dare una genuina documentazione interpretativa di una precisa realtà circostante locale. Denominatore comune di tutta la produzione di Fabris è però l’indiscussa appartenenza alla corrente New Pop, anche per le tecniche esecutive da lui utilizzate: le più varie, con una preferenza al polimaterico. Fabris ama inserire veri e propri pezzi di realtà oggettiva nei suoi lavori (bella la figura tutta giocata sui CD, che diventano stoffa, soli, e modellano la tela tramite la luce che agisce sulle superfici). Un mix di vintage che si ispira alla moda anni '60 e '70 quando le fantasie floreali e geometriche in colori sgargianti spopolavano nelle gallerie d’arte… e allora via libera a quadri con immagini psichedeliche: dipingere in stile new pop dopo circa 50 anni dalla nascita di questa corrente artistica significa avere un  caleidoscopio alla mano e vedere il mondo a colori. Fabris parte alla scoperta dell’arcobaleno non disdegnando nessuna tonalità, tutto è colore e tutte le tinte vengono aggregate in modo ludico e divertente: una rivoluzione contro un modo un po’ troppo rigido di vivere l’arte contemporanea e le sue tendenze figurative, una libertà di scelta ed un modus vivendi che si realizza e si conforma  al gusto di chi vive la propria vita. C’è una vera gioia, infatti, per Fabris, nello stendere il colore, un vero piacere nel giocarci, e così il colore canta: perché si incanta da sé, si avvolge, si avvince e si pone su di un palcoscenico di musica per una danza di luce e ritmo, forte come un rito pagano, quotidiano come una preghiera di fede. Le sue composizioni si possono considerare un filtro di riflessione sulla realtà vissuta, sociale ed autobiografica. Quello che emerge nell’osservare le opere di Fabris è un senso di magia e di mistero, alla ricerca di un senso a noi famigliare: quadri dominati dal pathos, dove il nostro artista riesce a dialogare con la parte irrazionale del nostro animo e, con felice fervore inventivo, raggiunge sempre lo spirito dell’osservatore.

Eliana Frontini

 

 
 
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