PAOLA RATTAZZI martedì 23 gennaio 2018 Login

Riduci 
     
 
RiduciLe opere di PAOLA RATTAZZI
   

 

 

 

 

 

 

 

      Appunti di un sognatore

tecnica mista su tela - cm 80x40


 

  Quel che resta dei sogni

tecnica mista su tela - cm 80x40

 

 

 

 

 

 La dimora del sognatore

tecnica mista su tela - cm 80x40

 

 

 

 

 

 

 

Conterò le stelle

tecnica mista su tela - cm 80x40

 

 


 Scenografia di un sogno

tecnica mista su tela - cm 80x40

 

 


 

 Messer Lillobecco e la bambina che voleva volare

tecnica mista su tela - cm 60x60

 

 
 
RiduciPiccola Biografia discorsiva
   
Nata a Savigliano nel 1973, vive ed opera a Torino. Dopo il diploma presso il Liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo, si laurea con lode all’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Urbino, dove segue uno stage con Lorenzo Mattotti. Frequenta un corso, a Venezia, con Lisbeth Zwerger una delle più premiate illustratrici al mondo. Lavora nella grafica pubblicitaria per oltre quindici anni nei quali continua a coltivare le sue attitudini creative.
Nel 2007 è co-ideatrice del progetto artistico Extroversi quadri e scritti accompagnati da video proiezioni. Nel 2008 viene selezionata alla 1a Biennale Itinerante di Tehran ed invitata a partecipare alla mostra/asta: L’arte contemporanea abbraccia la Lila presso il Teatro La Pergola a Firenze. Nel 2009 ottiene il 2° Premio per la pittura al XXXI Premio Matteo Olivero di Saluzzo ed espone alla Galleria Senesi Arte, a Savigliano, con la personale Scenari sospesi. Dipinti tra il sonno e la veglia. Nel 2010 il suo dipinto Pomeriggio sull’erba viene scelto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo per la Copertina del volumetto: Il nostro patto di civiltà. La Carta Costituzionale e la Carta dei Diritti UE; lo stesso anno vince il XXXII Premio Matteo Olivero per la pittura a Saluzzo e il Premio Provincia di Cuneo al XXII Premio Nazionale Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo, inaugura la personale Pieghe della memoria nella Chiesa di San Gregorio a Cherasco. Nel 2011 decide di lasciare il lavoro di grafica per dedicarsi esclusivamente alla pittura.
Semifinalista al Premio Arte Mondadori, nel 2011 e 2012, anno in cui le viene assegnato anche il Premio della Critica al XXXIV Premio Matteo Olivero di Saluzzo; è finalista al Premio Marina di Ravenna ed al XVII Concorso d’Arte SaturARTE di Genova. Sempre nel 2012 viene invitata ad esporre alla Biennale Nazionale di Pittura Murale di Casoli Pinta nel Palazzo Ducale di Teramo. Espone con il poeta e scultore Claudio Salvagno, con la mostra: Paesaggi interiori ed altri silenzi… al Museo del Mobile dell’alta Valle Varaita a Pontechianale, dove ritorna anche l’anno successivo con  Rosie Zürn, per: Il filo dell’esistenza (Der Faden der Existenz); espone nella collettiva Le Signore del Tempo in SaluzzoArte e a Cuneo, nel Complesso Monumentale di San Francesco, per GrandArte 2013: Artisti Contemporanei per un Progetto Sociale. Il 2014 si apre con la collettiva Fabula docet. Magiche novelle contemporanee… in SaluzzoArte; è finalista al concorso Art Open Space Gallery con la seconda delle cinque esclusive mostre previste per la Rassegna 2014; inaugura la personale TRA.ME paesaggi interiori a Palazzo Ottolenghi, con il Patrocinio del Comune e della Fondazione Palazzo Mazzetti di Asti, la terza delle sette mostre di arte contemporanea previste nell’ambito della rassegna Crêuza de mä. Mulattiere d’arte e di confine, organizzate in concomitanza della mostra Asti nel Seicento, l’importante evento culturale allestito a Palazzo Mazzetti.
 
 
RiduciLa Critica
   

PAOLA RATTAZZI
STORIE DI SOGNI, DI EMOZIONI E DI RACCONTI SEGRETI


«La vita è sogno,
soltanto sogno.
Il sogno di un sogno.» (1)


Questa frase, pronunciata da Miranda (Anne-Louise Lambert) nell’incipit del film Picnic ad Hanging Rock, divenne, in breve, una citazione cult della cinematografia. Una premessa, o un messaggio, che intendeva avvertire lo spettatore che sarebbe stato coinvolto ben presto in un racconto enigmatico, magicamente sospeso tra la realtà e il sogno.     
E’ l’immutabile fascino del cinema che può agevolmente interpretare molte situazioni, episodi realmente accaduti, palesemente falsi o totalmente inventati. Realtà, finzione, immaginazione e sogno.
Nella realtà quotidiana, Paola Rattazzi, sviluppa nei suoi quadri vari argomenti. Sono delle “storie” che appartengono, probabilmente, anche ai suoi sogni. Racconti apparentemente semplici, in molti casi, altre volte più ermetici, ma narrati minuziosamente, anche attraverso un’appropriata combinazione dei vari elementi descritti. E’ la sua personale forma di espressione; un linguaggio, molto affine, in un certo senso, alla definizione di “contenuto manifesto”. Un concetto che corrisponde, nel pensiero di Freud, alla rivelazione della storia e degli elementi che appartengono al sogno, così come vengono ricordati. Simboli che dovranno essere pertanto filtrati, analizzati ed interpretati.
Paola descrive quindi i suoi ricordi, le sue emozioni, i suoi desideri, narrandoli nelle sue tele; in questi spazi delimitati e preordinati, si confida, non per dipingere quello che vede, ma piuttosto quello che sente intimamente.
Nei suoi racconti incontriamo paesaggi incantati con alberi modellati dal vento, bellissime notti blu… tante stelle e nuvole, e poi, grandi lune… Molta natura, insomma, ma nei suoi dipinti non c’è alcuna propensione verso una qualsiasi forma di naturalismo, ma si evidenzia esclusivamente, invece, l’originalità dei temi trattati e l’indiscussa personalità dell’artista, intenta a rappresentare soltanto il “suo” mondo interiore: un universo di poesia, costellato di segni e di simboli.
Natura, ambiente, paesaggio… Nei paesaggi, Paola Rattazzi, raggiunge, probabilmente, la massima espressione della sua cifra stilistica, un  “fervore” creativo che si manifesta nell’eleganza formale dell’impianto, distribuito,
in piena autonomia costruttiva, su fasce orizzontali, piani inclinati e win un raffinato equilibrio cromatico.
In queste composizioni scopriamo un paesaggio insolito, inatteso, descritto,  a volte, come in una fantastica visione à vol d’oiseau. Paola coglie l’essenza degli elementi paesaggistici fondamentali, catturandoli in una
puntigliosa sintesi morfologica, anche quando le forme sembrano tendere, progressivamente, all’astrazione. Dolci declivi, anse e curve sinuose ed interessanti campiture, suddivise in partiture, complementari, dove si inseriscono
altri curiosi riquadri asimmetrici. Forme e spazi, ricamati con morbide trame di linee accostate, o singoli tratti, a volte nervosi, essenziali, tracciati accanto ad altri minuscoli segni circolari, autentici “elzeviri” culturali, dipinti. Sono probabilmente frutti, fiori, corolle, gemme o piccoli semi.

Segni, che ci rimandano al preziosismo decorativo dei grandi maestri dell’arte mitteleuropei, ma anche alle inconfondibili fonti del suo immaginario figurativo.
Nascono così le sue liriche sequenze, opere che rappresentano spesso una striscia di terra, una nuvola, un’onda o un vortice d’aria, realizzate con figurazioni allungate, che sembrano animarsi e protendersi, avvolgenti, quasi
delle entità. Forme imponenti e travolgenti, talvolta, altre volte più esili, appena percettibili. Un trait d’union che unisce, lega e collega, trattiene…
Sono impressioni, che non riproducono, ma piuttosto rispecchiano, riflettono un ambiente fiabesco, trasognato, sospeso, a volte surreale. Ovunque, appare evidente il senso di continuità, di interazione o di compenetrazione,
l’esistenza di un rapporto privilegiato, assoluto, tra le sensazioni provate, sentite, e quelle che l’artista, di volta in volta, infonde nelle sue tele, trasmette.
In queste sue nitide visioni, si respira il fascino dell’insieme: segno, ritmo e colore. Perché il colore è usato come risonanza, come virtuoso elemento di armonia visiva. Colori luminosi, dai toni evocativi, tesi ad esaltare l’intensità
delle emozioni vissute in quell’istante. Impressioni raccolte nella sua “memoria” creativa e tradotte, d’istinto, nella scioltezza del gesto. Ritmicità lineare e talento decorativo, ma soprattutto poesia, come in quei sorprendenti acini
d’uva che volteggiano, leggeri e trasparenti, nell’aria….
Esaminando più attentamente i suoi lavori, scopriamo un’infuocata terra di Langa, rapita, come in un vortice, di rosso acceso, o la campagna salentina, come nel pregevole Primitiva, terra di cultura antica, bruciata dal sole, descritta con luci abbacinanti ed ombre forti. I profumi dei peschi in fiore e della lavanda… ma anche le suggestioni che si respirano in primavera o in autunno, con l’odore della pioggia e della terra impregnata, descritta con dei grigi
perlacei che si perdono nell’azzurro e nel blu, come per I pensieri dell’albero,
Quando piove, oppure Il Pruno, dove domina il viola […]

Tratto da: Paola Rattazzi. Storie di sogni, di emozioni e di racconti segreti
di Paolo Infossi

 

“[…] Sono paesaggi reali o immaginari, luoghi e non luoghi, raccolti in impressioni che riflettono le sue profonde emozioni cogliendone il senso, il riflesso, il respiro, l’attimo.
Un percorso emotivo, vissuto con gli occhi e con il cuore, per raccontare infinite storie di palpitanti primavere e di lunghi inverni, di luci e di ombre scure, di inquietudini e di umana solitudine, di gioie e di malinconie…
In questi lavori il paesaggio e l’anima, sono strettamente legati, connaturati. Intimamente legati come s’incontra di rado nel lavoro di un artista. Anima e paesaggio, descritti con toni avvolgenti e coinvolgenti. Parlano della natura, catturandone gli elementi sostanziali, per svelare un ambiente ideale, un paesaggio affettivo, che diviene anche “casa”.”

Paolo Infossi - Paola Rattazzi e Claudio Salvagno. Paesaggi interiori ed altri silenzi…
Presentazione in catalogo
Museo del mobile dell’Alta Val Varaita e della tradizione culturale alpina di Castelponte - Pontechianale- 2012

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“Un viaggio attraverso il colore e la fantasia, per vedere il mondo “Con altri occhi”, quelli di Paola Rattazzi, che ci accompagna nella sua speciale realtà, una dimensione in equilibrio tra incanto e meraviglia, tra ciò che si è e quello che si è stato.
La sua è una pittura originale e di grande sensibilità lirica, in grado di rivoluzionare persino la rappresentazione di un tema classico come quello del paesaggio.
Il sogno è il fulcro della sua poetica, massima espressione di sé, della sua vita di donna e di artista, attraverso cui filtra, analizza e reinterpreta tutto ciò la circonda per materializzare su tela la sua visione onirica del mondo reale. […]
Tutto è estremamente armonioso e bilanciato, in ogni quadro trovi la magia di un destino che si compie, di un cerchio che si chiude, una realtà in cui tutto torna, dove ogni cosa è al suo posto e dove ti ci scopri anche tu, mentre stai lì rapita a guardare il mondo con gli occhi di Paola.” che

Cristina Polenta - Paola Rattazzi. Con altri occhi - Presentazione in catalogo -
Art Open Space Gallery – Spazioespositivo on line –2014

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“[…] L’infanzia, il gioco, la libertà, così come la delicata attenzione che pone alle piccole cose che trattengono la poesia del mondo, incontrano un linguaggio minimale e pulito che stimola i nostri ricordi e sollecita i nostri pensieri. Come quando, con il naso per aria, vediamo allontanarsi, su in alto nel cielo, un palloncino colorato. Dove andrà a finire? Scoppierà ma è bello pensare che attraverserà il cielo azzurro di tante città volando con un ritmo lento e costante.”

Maria Cristina Ricciardi - Casoli Pinta. Dall’arte una grande speranza
Presentazione in catalogo - Premio Biennale Nazionale di Pittura Murale
Casoli di Atri (Teramo), 2012

 
 
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