PAOLA ZANNONI lunedì 20 novembre 2017 Login

Riduci 
     
 
RiduciLe opere di PAOLA ZANNONI
   

 

 

 

Medioevo  

gesso e acrilico su tela

 

 




 

Senza titolo 

olio a spatola su tela cm 100 x 100

 

 

 

 

 

La Damina 

olio a spatola su tela 100 x 150

 

 

 Energia  

  olio a spatola su tela cm 80x160

 

 

 

 

 

 Senza titolo

olio a spatola su tavola cm 110x 220

 

 

 

 

 

 

 

 

Gold  

  gesso e acrilico su tavola cm 150 x 100

 

 
 
RiduciLa sua Biografia
   
Paola Zannoni è nata a Campiglia Marittima, un piccolo paese medievale. E fin dall’età di venti anni ha vissuto in questo piccolo ma pittoresco e suggestivo ambiente, studiando e maturando quella forma e quei colori che compariranno in seguito in una sorprendente e quanto mai insolita espressione pittorica che ha riscosso e riscuote molti e molti consensi in Toscana e altrove; consensi corredati e convalidati da numerosissime coppe, medaglie e riconoscimenti vari.
La pittura di Paola appare altamente espressiva nella valutazione soggettiva dei colori e delle forme. Sono proprio le immagini che, spontaneamente deformate, vogliono rappresentare le molteplici trasformazioni interiori dell’uomo moderno, talvolta angosciato e frustrato da problemi esistenziali, talvolta esaltato e rasserenato da visioni idilliache.
Questa pittura, molto interessante e personale, incuriosisce ed appassiona, meraviglierà e sconvolgerà il profano e l’intenditore… perché?
Perché generalmente non nasce dalla riproduzione di soggetti reali e concreti, ma nasce da visioni ed impressioni che solo lei prova, forse anche all’insaputa del proprio “io”.
Ciò che sorprende nei quadri della Zannoni non è solo la prepotenza dell’immagine, talvolta mostruosa e demoniaca che viene rappresentata e che denota una gran forza di carattere, sorprende anche la maestria con la quale organizza la combinazione, il contrasto dei colori. Talvolta essi sono numerosi e ben amalgamati, talvolta il colore è uno soltanto ma tali sono le sfumature che vengono create che è un piacere guardare l’immagine trasmessa, recepire il messaggio di gioia oppure di tristezza, di sconforto oppure di soddisfazione che il colore ci invia come una musica nota. Come se non bastassero la trasposizione sulla tela della profondità e della schiettezza dei contenuti umani che solo questa pittrice sa rappresentare in maniera tanto originale, vengono, inoltre, da lei stessa creati bellissimi motivi floreali su tela e lino per la confezione di sciarpe e foulards, di paralumi e tendaggi, di tovaglie ed abiti.
 
 
RiduciLa Critica
   
Le Opere di Paola Zannoni: tra Nutrimento ed Arte. Tra Materiale ed Invisibile. L’arte è il cibo dell’anima. È un dato di fatto. Come il cibo che mangiamo ogni giorno ci da’ sostanza e nutrimento, così l’arte nutre la nostra fantasia, disseta la nostra aridità creativa, fa muovere la nostra immaginazione permettendoci di viaggiare restando fermi. In sintesi: ci emoziona quando le permettiamo di entrare in sintonia con noi. La vista di un quadro e la tridimensionalità di una scultura comunicano con noi innescando un moto vibratorio invisibile eppur percepibile. Attraverso il canale della soggettività individuale, l’arte viaggia attraverso i sensi e crea vere e proprie sinestesie. Al punto tale da tradurre queste vibrazioni in emozioni che possono diventare suggestioni e trasformarsi in odore, in gusto e in tatto. L’arte di Paola Zannoni riesce ad esprimere un dualismo conflittuale molto forte: quello tra il Materiale (la realtà convenzionale) e l’Invisibile (la realtà come ognuno la percepisce attraverso il proprio sentire unico). La componente materica dei suoi colori che escono dalla tela ed iniziano a viaggiare, a formare dei grovigli, dei grumi che si possono toccare, veste i sentimenti di Paola non solo di forme, ma di sostanza. Perché dona nutrimento ai suoi sogni e ai suoi desideri azzerando così tutte le paure che le impediscono di placare la sua sete di serenità. Sono sentimenti che hanno l’urgenza di dichiararsi a loro stessi e al mondo intero. Subito. Nelle ore del giorno come della notte. Questo è il richiamo dell’arte. Le sue opere sono il frutto della cristallizzazione di ricordi e di parole inespresse. Che restano lì immutabili dopo aver viaggiato lungo i labirinti dell’anima. Labirinti anomali dove l’uomo si trova già al centro. E cerca la via di fuga verso l’esterno. Verso una luce che non sempre è facile da raggiungere. Una meta spesso rincorsa inciampando, ferendosi per poi rialzarsi consapevole di doversi fermare per riposare. E poi ripartire per rincorrere quella luce che ora ci induce a creare la realtà circostante e a darle un nome. Che non è il nome degli altri e non ha il gusto degli altri. È il nome che le diamo noi e ha il gusto che vogliamo noi. E per questo ha il nome del mondo. Del nostro Mondo. Di cui tutti siamo cittadini purtroppo non sempre liberi e non sempre uguali. Cittadini a cui non è detto che piaccia lo stesso cibo. Ma cittadini capaci di meravigliarsi delle cose di tutti i giorni come se fosse la prima volta. Di addentare una mela e sentire il gusto non solo del frutto, ma della storia dell’uomo. Un po’ come guardarsi dentro per cercare una luce, uno spiraglio, un’ancora, un filo d’Arianna per trovare la via e non perderla più.
dott. Alberto Benedetti

Forse partendo dalla visione di una natura composita e lussureggiante, dall’essenza del rigoglio spontaneo,incontaminato dalla mano dell’uomo, dal quale si sono mosse le costruzioni del pensiero, in senso positivo e negativo; la pittrice proietta sulle tele i suoi messaggi di polemica spirituale e sociale, cercando un’armonia – in parte raggiunta -tra esigenze poetiche e i manifesti compromessi per la sopravvivenza, che appaiono particolarmente oscuri perché incupiti dal sempre persistente spettro della guerra, che oggi ha assunto le sembianze profetiche del “Solvet saeclum in favilla”.
Nei dipinti di Paola Zannoni prendono forma gli interrogativi del subconscio, che si riversano nel conscio per necessità esplicatoria, e le di lei creazioni sono come un motivo di morale giustificazione, per l’accettazione del tempo, immerso nella dimensione combattuta della lotta per la sopravvivenza.
Nella descrizione della realtà – pur restandone al di sopra – l’Artista sembra volerci dire: “Ho sognato un mondo migliore e, non trovandolo, ritorno ai motivi suscitativi del sogno primario, non per paura ma per poter contemplare – nei limiti del possibile – le verità fondamentali, colonne di sostegno dello spirito”.
E’ questo l’ “Iter” spirituale di gran parte degli artisti, fanciulli adulti nel senso migliore della parola, sognatori completamente consci della provenienza del sogno.
Pittura accurata e, oserei dire, con accenti “romantici” nel valore sentimentale della parola, nella supposizione di un “misticismo laico” che procede quasi sempre parallelamente all poetica dell’amore a noi concesso.
Figurazioni ben dominate, pur nel declamatorio della fantasia, controllo della pennellata che proviene da altre discipline osservate, dagli studi tecnici, che servono egregiamente – in ogni caso – come redini per indirizzare il focoso destriero del puro sentimento.
Giorgio Tuti
Galleria d’Arte “Il Machiavello”, Firenze

Sul quadro, la spatola e il pennello, mossi dal magnifico movimento sprigionato dal subconscio dell’artista, creano forme e colori piacevoli a vedersi. L’osservatore attento cerca di intravedere una risposta alla intricata matassa di linee e colori armoniosamente intersecati.
Mario Baldassarri, Il Telegrafo, Livorno

Il mondo di proiezione artistica della nostra Pittrice, ci appare spesso come immerso in un’atmosfera sottomarina, silenziosa, dove i suoni non giungono, poiché è il tratto del pennello che narra – in una sintesi apparentemente informale, astratta – la storia di un’esperienza, di pensieri che cercano una soluzione armonica all’avvicendarsi delle immagini, degli insegnamenti lieti e sofferti.
Questa atmosfera di dolce distacco dai turbamenti e dalla mutabilità dei sentimenti, è però trascritta – in un ripensamento immediato – sulle abitudini di una montagna ipotetica, dove ogni esperienza è accantonata nella registrazione dei tratti essenziali, al di là di quella passionalità delle umani cose che non di rado trascina nei vortici dell’irrazionale.
Evasione, dunque, nella pittura accurata e ricca di contrappunti musicali dell’Artista, e tendenza al distacco descrittivo: la passionalità ricompare, però, qua e là nelle composizioni floreali di Paola Zannoni, e ci ritornano, con l’occasione, in mente le parole di uno scrittore francese, rimasto famoso particolarmente per le sue “Maximes”:
“Les passions sont les seuls orateurs qui persuadent toujours. Elles sont comme un art de la nature dont les règles sont infallibles; et l’homme le plus simple qui a de la passion persuade mieux que le plus éloquent qui n’en a point.”
Fuoco sotto le ceneri, in sostanza, nel surrealismo equilibrato e ponderato della Pittrice, tocco completamente in chiave per le finalità ideali preposte: abbellimenti inutili e vuoti di significato non si notano, e si fa apprezzare la continuità dell’ispirazione, senza falsi ideologici che – spesso – fanno dubitare della vocazione dell’artista.
Apprezzabilissimo anche il tono decorativo dei dipinti: al di là di ogni polemica ambiziosa, sussiste la spontaneità di proiezione, coi mezzi scelti dopo un non indifferente cammino rappresentativo.
Pierre La Roche

Il giudizio sull’operato dell’Artista non può che essere positivo e conferma la giustezza della scelta. Ha partecipato a mostre personali e collettive tenutesi nel nostro Comune e nei centri limitrofi oltre ad altre importanti manifestazioni a carattere nazionale. E’ presente nella vita sociale del Comune aderendo ad iniziative indette dal Comune stesso e da Associazioni culturali; è persona stimata e rispettata da tutta la nostra Comunità.
(Giudizio espresso dal Sindaco di Campiglia Marittima Lorenzo Banti in occasione dell’assegnazione a Paola Zannoni, da parte dell’Accademia dei Maestri, del Gran Trofeo “Una Vita per l’Arte” 1988, con nomina a Membro dell’Accademia in Qualità di Maestro Accademico. L’assegnazione del riconoscimento, presso la Sala Rossini dell’Excelsior Gallia a Milano, avviene su proposta della Direzione dell’Accademia che, appunto, richiede “conditio sine qua non” il parere del Sindaco della Città di residenza dell’Artista.)

Dal catalogo ARTE RIMECO, Svizzera:

ZANNONI Paola, è nata a Campiglia Marittima nel 1954 ed è residente a Venturina (Livorno). Ha frequentato un corso di studi tecnici fino all’età di 18 anni, conseguendo il diploma di stenodattilografa. E’ già preparata all’inserimento nel mondo del lavoro quando si accorge che l’attività a lei congeniale è l’arte e vi si immerge con tutta la sua passione.
Sempre presente nel mondo dell’arte, miete ottimi riconoscimenti.
Giudizi critici: …Paola Zannoni innesta la sua pittura nell’astrattismo puro a volte, in altre riversa il gioco delle forme in una passione urlante del soggetto assente, agitandosi con oscuri e ambigui feticci. (Carlo Franza); … Nei dipinti di Paola Zannoni prendono forma gli interrogativi del subconscio, che si riversano nel conscio per necessità esplicatoria e le di lei creazioni sono come un motivo di morale giustificazione per l’accettazione del tempo, immerso nella dimensione combattuta della lotta per la sopravvivenza. (Giorgio Tuti); … Il mondo di proiezione artistica della nostra Pittrice ci appare spesso come immerso in un’atmosfera sottomarina, silenziosa, dove i suoni non giungono, poiché è il tratto dl pennello che narra – in una sintesi apparentemente informale, astratta – la storia di un’esperienza, di pensieri che cercano una soluzione armonica dell’avvicendarsi delle immagini, degli insegnamenti lieti e sofferti. (Pierre La Roche).
 
 
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