PIETRO CERNIGLIARO mercoledì 26 settembre 2018 Login

Riduci 
     
 
RiduciLe opere di PIETRO CERNIGLIARO
   

 

 

 

 

Inverno al Prato della Valle (Pd)

olio su tela cm 45 x  68,3

 

 

 

Il bacio

olio su tela cm 45 x 60

 

 

 

 

 

 

Henry Moore alla terme

olio su tela cm 45 x 60

 

 

 

 

 

 

L'attesa senza tempo

olio su tela cm 48 x 60

 

 

 

Canale Mussolini - Borgo Sabotino Lt

olio su tela cm 45 x 60

 

 

 

Cena all'Isola Tiberina

olio su tela cm 56 x 70

 

 

 
 
RiduciLa sua Biografia
   
Pietro Cernigliaro nasce a Roma il 24 marzo 1940 in
via Anicia, nel cuore di Trastevere.
Negli anni 1951-53 frequenta la scuola media Ugo Foscolo e si applica con particolare interesse e passione al corso di disegno ornamentale del maestro Francesco Trombadori. Il corso di studi successivi si completerà nel 1967 con il conseguimento della laurea in scienze statistiche attuariali presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Nel 1988 frequenta a Roma, presso il laboratorio artigiano del prof. Gerardi, un corso pratico di tecnica orafa.
Dal 2003 al 2006 frequenta a Roma, presso l’UPTER, il corso di tecnica pratica di restauro diretto dalla
Sig.ra Loredana Rizzo. L’impegno lavorativo presso una primaria compagnia di assicurazioni, con sede a Roma,
dal 1968 al 2000 lascerà poco spazio alle applicazioni artistiche.
Nei trentadue anni di lavoro assicurativo l’interesse per l’arte pittorica non lo abbandonerà mai e lo spingerà a visitare le più importanti mostre e pinacoteche di Napoli, Roma, Firenze, Milano, Venezia, Amsterdam, Vienna, Madrid, Monaco, Parigi, Londra, Berlino, in ciò incoraggiato dalla moglie appassionata cultrice di storia dell’arte.
PRIMO PERIODO (approccio alla pittura)
Dal 1978 iniziano i primi approcci con il disegno e i colori a tempera e ad olio in maniera del tutto intuitiva da autodidatta con la riproduzione di opere dei grandi maestri del passato.
Nel 2000, impadronitosi di buona parte della tecnica pittorica ad olio, si cimenta in lavori di riproduzione di opere come Violino e chitarra di Pablo Picasso (museo dell’Ermitage) e Il bicchiere d’argento di Jaques Simenon Chardin
(museo del Louvre).
Dal 2001, libero da impegni lavorativi per aver maturato l’età di quiescenza, si dedica a tempo pieno in lavori più impegnativi come L’impero delle luci di René Magritte, Il Bacio di Gustav Klimt, Rinaldo e Armida di Domenico Zampieri (detto il Domenichino), Gruppo di angeli di Annibale Carracci, Venere allo specchio di Diego Velasquez, Fruttiera bicchiere e mele di Paul Cezanne.
SECONDO PERIODO (creatività pittorica)
Dal 2005 inizia un percorso autonomo di creatività pittorica figurativa con intenti simbolisti come L’autoritratto,
La regina delle nevi, È nata una stella, Il ritratto del prof. Cultrera, Il Sermone.
TERZO PERIODO (sperimentazione e ricerca)
Dal 2007 cambia lo stile pittorico con una maggiore attenzione ai meccanismi della visione e la sperimentazione
di opere costruite con tasselli di colore di forma geometrica che permettono di mettere a fuoco l’opera ad una certa distanza.
Sono di questo periodo: Inverno al prato della Valle, L’intesa, Il passaggio del testimone, Gli anni verdi, Mirando l’Elba,
Le caval’ d bronz, L’approccio, L’ironia contadina, Maternità, Danza a Ciolo, Il sorriso della Giovinezza, Sensualità enigmatica, solo per citare alcune opere.
Nel luglio del 2008, espone per la prima volta ad Orbetello (GR) una retrospettiva di tutte le opere, e ad agosto dello stesso anno espone a Poggio Mirteto (RI) una selezione di opere scelte.
Nel maggio del 2010 partecipa sul Web al concorso “Il dipinto del mese” indetto dalla Società Pittura & Dintorni classificandosi al 2° posto con il dipinto L’intesa.
Nel giugno del 2010 espone a Roma, presso la Galleria Reginula, sei opere scelte dal gallerista, riscuotendo dai visitatori giudizi lusinghieri che lo incoraggiano nella ricerca interiore di un nuovo percorso d’identità culturale.
Nel 2012 viene selezionato dalla Commissione di Gabinetto della Provincia di Roma per l’allestimento di una mostra personale a Palazzo Valentini dal 5/6 al 22/6/2012.
 
 
RiduciLa sua Critica
   

Mosaici d’olio e di ricordi. Dalla sua grande passione per la fotografia, Pietro Cernigliaro riproduce sapientemente con pittura a olio immagini scattate durante le varie fasi della sua vita. Semplici istantanee che intrise di stile, fantasia e talento diventano indelebili. In L’attesa senza tempo – mostra personale dell’artista, esposta a Roma nella sala Egon Von Furstemberg di Palazzo Valentini, fino al 22 giugno 2012- il pittore romano presenta i suoi ultimi lavori.
È mentre sta vivendo un’emozione che Cernigliaro decide di fotografare il soggetto della sua prossima opera: situazioni vissute, città visitate, volti di parenti e amici ma anche persone del tutto sconosciute che raggiunte dall’obiettivo restano, poi, intrappolate per sempre nei tasselli coloratissimi dipinti a olio. «La mia è una tecnica unica, l’ho chiamata “molecolare” – spiega il pittore -  perché sembra mettere sotto un microscopio la materia. La critica sostiene che mi ispiro al puntinismo di Georges Seurat, ma le mie sono piccole figure geometriche che seguono lo stile del mosaico».
Cernigliaro gioca molto con le sfumature che permettono la messa a fuoco del soggetto dipinto solo se si osserva la tela a distanza, il suo è un lavoro lungo, di grande pazienza e precisione. «Si passa la propria vita, a volte, nell’attesa di qualcosa, armati, aspettando un nemico da combattere. Nel mio caso si tratta di un giudizio di merito – afferma l’artista – che forse non arriverà mai. Qualcuno, magari, si esprimerà circa i miei lavori quando non ci sarò più: è un’attesa senza tempo. La vita lo è».

Cristiana Ciccolini

L'attesa senza tempo di Pietro CERNIGLIARO in Mostra a Roma

Fino al 22 giugno la splendida cornice di palazzo Valentini nella sala Egon von Furstenberg ha ospitato le opere fantasiose di un artista attento ai particolari, poliedrico come Pietro Cernigliaro. Nelle sue opere la percezione visiva, è il cuore pulsante della sua vasta produzione artistica. Una pioggia di coriandoli multicolori,si spargono con metodo certosino sulla tela dando vita ad immagini talvolta riprese da momenti di vita reale vissuti dall’artista come “ Il passaggio del testimone olio su tela del 2007,”L’attesa senza tempo”che da il titolo alla mostra;”L’intesa” del 2007 che raffigura la nipotina insieme al suo cane dalmata; o ripropongono figure appartenenti a celebri opere di artisti rinascimentali come l’interpretazione del 2009 di un dipinto di Rogier Van der Weyden( 1399-1464) intitolato “Sensualità enigmatica” e l’Uomo Con turbante da lui ribattezzato L’uomo Conturbante dipinto da Jan Van Eyck(1390-1441). La sua tecnica pittorica può essere definita a “punto pixel,dove la ricerca delle forme sulla tela viene catturata dall’osservatore a distanza. I dipinti ad olio su tela eseguiti a regola d’arte con maestria tecnica,catturano le immagini che esplodono in una miriade di colori come i frammenti di vetro di un caleidoscopio...

Loredana Rizzo"

da: Pikasus

 

A Pietro – Un ricordo lontano e un ritrovarsi . Il tempo interpretato nei “segni” , nelle “macchie” : ha i colori bellissimi dell’infanzia e ripropone gli attimi del cuore.
C’è l’intensità nei tuoi “segni” carissimo Pietro, che fu dei “Grandi” e inseguirli quei Grandi è in nostro e il tuo desiderio.
Con grandissimo affetto Fernando.

Fernando Ferrigno (Inviato TG3 Redazione Cultura – Responsabile Rubrica Cultura Bellitalia). 5 giugno 2012 .

 

La Magia dell’Arte
Si parla d’arte, tanto.. ma io penso che l’Arte sia una cosa seria,  un qualcosa che ci tocca nel profondo, nella nostra essenza..
L’arte non è soltanto “immaginazione”,  “creatività”,   essa, secondo me,  è il frutto del grande sforzo che l’uomo mette nel rappresentare il Creato reinventandolo, interpretandolo, filtrando l’immagine attraverso la propria sensibilità…
Perché mi hanno colpito i quadri di  Pietro Cernigliaro.. perché oltre ad una maestria nell’uso del colore, nel frammentare in ipotetici pixell  le immagini che vuole rappresentare crea una “illusione” ottica incredibile.
Vedendoli da vicino l’osservatore percepisce  soltanto macchie colorate che vagamente suggeriscono una forma  post divisionista ma poi, guardandolo da più lontano, il quadro si presenta in tutta la sua forza espressiva.  A quel punto, le macchie non si vedono  più (o meglio noi non ne abbiamo più la percezione) ma il dipinto si palesa quasi fosse un’opera di realismo pittorico, questa è la Magia dell’Arte che forse ci dovrebbe far riflettere tutti sul vero significato delle cose….

Claudio Giulianelli pres. Mega Art

 

Rifrazioni di forme e colori
“Appunti di viaggio” propone un itinerario che travalica spazi e tempi accarezzando i ricordi.
di CLAUDIA BORSARI


Quella città mirabilmente descritta da Moravia come una delle “città del silenzio” parla oggi attraverso  le forme, i colori e il linguaggio degli artisti che la ritraggono e che in essa trovano ancora accoglienza. L’Assessorato alla Cultura Turismo e Spettacolo del Comune di Sabaudia nell’ambito della XX Rassegna “Segni e Forme” inaugura , domani alle 17.30, la nuova stagione espositiva al Museo Emilio Greco con la personale di Pietro Cernigliaro “Appunti di viaggio”. L’esposizione gode del patrocinio dell’Associazione Zero Gravità, dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, di S2C – Compagnia di Assicurazioni di Crediti e Cauzioni, di Villa Cernigliaro dimora storica e di Parchi Letterari.
Pietro Cernigliaro dopo le prime esposizioni ad Orbetello e Poggio Mirteto e gli allestimenti nelle prestigiose sedi di Palazzo Valentini a Roma e di Villa Cernigliaro- antica dimora storica di Sordevole nel Biellese che ha ospitato un attivo cenacolo intellettuale , oggi parco letterario Franco Antonicelli- presenta a Sabaudia il suo “viaggio”. la mostra “Appunti di viaggio”, come dal titolo, propone un itinerario che travalica spazi e tempi e lambisce i ricordi e tutte quelle persone , vicine all’autore, proiettandoli in una miriade di forme e rifrazioni , mosaici d’olio e di memorie. In esposizione un importante gruppo di opere che testimoniano e raccontano gli ultimi otto anni di produzione pittorica in una pioggia di coriandoli multicolori.
Dalla sua passione per la fotografia Pietro Cernigliaro reinterpreta sulla tela istantanee che scatta nel corso dei suoi viaggi. Il suo stile pittorico originale e inedito, simile ad un’opera musiva, è costruito sulla tela con tasselli di coloredi forma geometrica che creano un’apparente illusione ottica, dove la composizione viene catturata dall’osservatore a distanza. L’istinto e l’imprevisto entrano a far parte del suo processo creativo, influenzato da reminiscenze sedimentate nel subconscio e da cui trae gratificazione ludica e significato esistenziale.
Scrive Loredana Rizzo inaugurando il testo del catalogo : “Le opere fantasiose di un artista  attento ai particolari, poliedrico come Pietro Cernigliaro. Nelle sue opere la percezione visiva è il cuore pulsante della sua vasta produzione artistica.  Una pioggia di coriandoli multicolori si spargono con metodo certosino sulla tela dando vita ad immagini talvolta riprese da momenti di vita reale vissuti dall’artista “.
Ricerca del tema, cattura della luce, elaborazione delle forme e del colore, composizione sulla tela, sono fasi di un processo impegnativo ed imprevedibile attraversato da momenti di riflessione e ripensamenti.
E’ mentre sta vivendo un’emozione che Pietro Cernigliaro fissa nella memoria digitale l’ispirazione del suo nuovo dipinto : azioni dinamiche, atmosfere di pathos, i moti dell’animo sul volto di amici , parenti o sconosciuti, luoghi visitati con spirito sempre nuovo di ricerca.
I suoi temi si propongono di accendere nell’osservatore  le stesse emozioni che lo hanno colpito e che con l’opera intende far rivivere.
E’ la sua percezione visiva l’incipit del lungo processo creativo che inizia a prendere forma nei suoi appunti di viaggio.
L’allestimento che sarà inaugurato sabato alle 17.30 sarà visitabile fino all’8 giugno (tutti  i giorni dalle 17.30 alle 20.30, il 6 e 7 giugno anche dalle 10 alle 13).

 
 
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