VICTOR URSI domenica 23 novembre 2014 Login

Riduci 
     
 
RiduciLe opere di VICTOR URSI
   

 

 

Adamo ed Eva

olio e argento su legno cm 40 x 35

 

 

  


 

Il battesimo di Cristo

olio e oro su legno cm 86 x 86

 

 

  

 

Noli me tangere

olio su legno cm 43,5 x 43,5

 

 

 

 

Il riposo durante la fuga d'Egitto

olio e oro su legno cm 65

 

 

Allegoria della Fede

olio su legno cm 100 x 100

 

 

 

Annunciazione

olio e foglia dor. su legno cm 63 x 77 

 

 

 

 
 
RiduciSulle sue Opere
   

Biografia e percorso artistico

 

 

Sono nato il 23 gennaio 1968 a Strasburgo da genitori pugliesi (Ruvo di Puglia e Bari) e ho seguito un percorso scolastico essenzialmente orientato all’arte grafica e alla pittura.

Dopo i miei studi all’Università di Strasburgo, ho insegnato per 13 anni le arti plastiche al collegio.

Dal 2008 sono diventato un artista e  pittore professionale.

 

 

All’inizio della mia carriera mi sono interessato soprattutto all’astrazione, colpa forse di una formazione solida. Parallelamente, mi sono accinto a realizzare paesaggi a carattere espressionista.

Per  vent’anni le mie fonti d’ispirazione sono passate dal romanticismo alla pittura astratta degli anni ’50.

La mia astrazione è stata da prima minimalista: ho lavorato prevalentemente iniziando dalle linee dritte, un po’ nella continuità di un Malevitch, o dei pittori americani del “Colorfield”.

In queste opere, ho messo in risalto la luce, come risorsa di vita (luce acquatica), nell’idea di una ricerca di purezza originale. Ho lavorato nei chiaro-scuri senza che nessun oggetto o soggetto fossero messi in risalto: la luce e l’ombra sono stati gli unici attori.

 

 

Durante questo lungo periodo astratto, il mio gusto per il figurativo non è mai cessato e l’influenza dell’astrazione si è fatta sentire nella realizzazione dei miei paesaggi, soprattutto in quegli aspetti evanescenti, eterei. La realtà visuale è diventata una specie di astrazione un po’ come le prime tele di Rothko.

 

 

Intanto, la pratica del disegno e la pittura dei paesaggi stava anche permettendo un’evoluzione del mio linguaggio astratto.

Dapprima con l’introduzione progressiva dei colori e del rafforzamento della prospettiva; in seguito dall’apparire delle forme si è potuta evocare la realtà. Poichè queste forme sono state sufficientemente imprecise esse possono suggerire degli approcci differenti secondo gli spettatori.

Non si è trattato solo di un gioco formale ma piuttosto di una ricerca spirituale di un ricordo “prima della vita”.

 

 

Anche se concilio perfettamente con la realizzazione di opere astratte, ho sempre un desiderio profondo di migliorare, di approfondire la mia pittura figurativa.

E’ da cinque anni, che ho iniziato a realizzare delle copie di opere esposte in musei o di documenti.

Questo mi ha permesso di imparare nuove tecniche, di affinare il mio linguaggio pittorico e di migliorare il completamento del mio lavoro.

Ne è venuta fuori una nuova pittura, a carattere religioso, che trova le sue ragioni nelle opere del XV° sec e nell’arte delle icone.

A questo titolo,sono estasiato dai dipinti medioevali e del primo Rinascimento che mischiano scene bibliche e sguardi idealizzati della natura (Memling, Lochner, Schongauer, Botticelli, Piero di Cosimo, ecc.).

Da allora la necessità dell’astrazione non si è fatta più sentire poiché essa trova ispirazione dagli elementi figurativi : l’unità è ritrovata.

 

 

Oggi, il mio modo di lavorare ha avuto un grande progresso: passo più tempo alla concezione e realizzazione dei miei dipinti e lascio poco spazio all’improvvisazione.

Rifletto nel realizzare polittici interamente figurativi,così come si faceva nel Medioevo.

 

 

Victor Ursi

 
 
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