ANGELA LEOTTA       - Italy



                                                                                           CONTACTS: angela.leotta@gmail.com

                                                                        WEBSITE: www.angelaleotta.wixsite.com/vocidalmosaico




About her Art 

Angela Margherita Leotta nasce a Catania il 28 dicembre del 1974.
Sin da bambina mostra uno spiccato interesse sia verso il disegno, sia verso le discipline artistiche scoperte a scuola fin dall’infanzia, denotando una certa precocità, dai 9 anni in su, nel realizzare copie di opere di autoritratti di autori famosi, come quelle di Van gogh e di Fattori e ritratti di amici, parenti e insegnanti che poi donava.
Nel 1989, si trasferisce con tutta la famiglia di origine al nord Italia, in Lombardia, decidendo di abbandonare gli studi classici per seguire la sua vocazione artistica.
Durante gli studi accademici, sotto la guida dei Proff. Paolo Baratella e Laura Tonani, scopre la pittura espressionista e gestuale che sente compatibile col suo modo di essere e viene selezionata tra gli studenti dell'Accademia di Brera, per realizzare collettive ed happening in alcune città italiane: Milano, Bellagio, Dongo, Cologno Monzese.
Diplomatasi all'Accademia di Belle Arti nel 2001 e dopo alcuni anni di ricerche e sperimentazioni, nell’estate del 2006, ha l’occasione di visitare la Fondazione Palazzo Albizzini, del grande maestro Alberto Burri, a Città di Castello in Umbria. Ne consegue una crisi spirituale e artistica, che la porta a far totale “tabula rasa” di tutti gli insegnamenti tecnici fino ad allora appresi, tentando così, una personale strada di espressione.
Inizia a fare a meno del linguaggio figurativo e della tanto amata manualità pittorico-espressiva sostituendola con la tecnica del collage e un linguaggio espressivo poetico ermetico astratto, decifrabile solo dai titoli delle opere.

In questo periodo abbandona volutamente il linguaggio figurativo esplicito e guarda ai grandi artisti promotori e/o debitori delle Avanguardie artistiche del 900, come Burri, Matisse, Picasso, Mirò, Kandinskij, Chagall, Duchamp, Max Ernest….

Dal 2006 al 2018, questo progetto concettuale e formale del tutto personale sarà da lei denominato "Voci dal Mosaico", e si evolverà fino a far ritornare a dialogare collage e gestualità pittorica; quest’ultima si ripresenterà “in punta di piedi”, “in sordina”, facendole produrre alcune isolate opere figurative interamente realizzate con la pittura a rullo, senza l’uso manuale del pennello.

Con “Voci dal Mosaico”,  frutto di un continuo dialogo tra conscio e inconscio, tra meditazione e “improvvisazione catartica”, tra personale vissuto e visionarietà dell’ispirazione si verifica l'equilibrio compositivo e l'assimilazione concettuale di pittura e scultura, di forma e di materia in un tutto unico e omogeneo, grazie alla tecnica materica e volumetrica del collage che dialoga con la superficie bidimensionale della tela dipinta a mano.

Alla fine dell’estate del 2018, dopo anni di “incursioni” tra astrazione e figurazione-poetica, approda recentemente, con più consapevolezza e più forza, all'ambito di un linguaggio espressivo, figurativo e gestuale, ispirandosi sia alla precedente ricerca visiva attuata con “Voci dal Mosaico”, sia alle grandi conquiste figurative, espressive e realistiche di artisti del calibro di Honoré Daumier, Vincent Van Gogh, Edvard Munch, Lucien Freud, Francis Bacon, essendo convinta che ancora oggi, attraverso il proprio ritorno alla manualità pittorica, con l’uso dei pennelli e attraverso il medium della pittura, territori inesplorati dell'Essere e dell’Esserci possono aprirsi mediante la visione di un’indagine di tutto ciò che è Reale ed Umano…

  

Poetica Artistica delle Figurazioni:

 “La verità, la bellezza, la giustizia, la compassione sono beni sempre, ovunque.”

                                                            Simone Weil, 1943.

 “Le mie figure sono lontane dall'immagine di perfezione fisica e psichica dell' uomo.

Attraverso i volti e i corpi che sulla tela disvelo, ricerco quei sentimenti prettamente umani, che legano la vita a ciò che di misterioso e di sacro essa possiede e che sono in grado di riscattare la vulnerabilità e la fragilità dell’essere umano.

Voglio andare oltre la pelle, passando attraverso la pelle, per disvelare, testimoniando, la tensione dinamica, esistenziale e spirituale che trascende il nostro mero essere nel tempo, attraverso il mistero del vivere…

Il mio scopo è dunque quello di far combaciare sempre più etica con estetica e arrivare a composizioni che vedono protagonista l’Umanità, vista come “ il luogo” per eccellenza in cui chiarezza formale, tensione esistenziale e spirituale possono coesistere”.

Angela Margherita Leotta