PATRICIA GLAUSER          - Italy



                                                                            CONTACTS: patriciaglauser@gmail.com

 

About her Art


1985-1990. – Laurea in Odontologia, Universidad El Bosque, Colombia.
2001-2006. – Diploma in Pittura, Accademia di Belle Arti, Firenze.
2008-2009. – Master in Arti Visive, Libera Accademia di Belle Arti, Firenze. 2009-2013. – Insegnamento di Anatomia artistica presso la Libera Accademia di Belle Arti, Firenze.

Dal 2014 si dedica esclusivamente al suo lavoro come artista con sculture,installazioni e performances.

Ha realizzato svariate mostre collettive e personali non solo in Italia ma anche in Germania, Belgio, Spagna, Austria, Slovenia e Colombia.

Ha vinto numerosi premi tra cui il “Collare laurenziano 2018” per il suo contributo all’arte, la cultura e l’umanità; il “Premio di tutte le arti”, per la dignità e libertà della donna; il premio “Art-Abitart” e il premio “Afrodite in arte Nigrescente e percezione simbolica”.

È presente in diverse pubblicazioni quali Colombia Arte Actual, Ed. Arte al Limite, Chile 2017; Who is Who in Visual Art, Ed. Art Domain Publisher, Germania 2017; Donne nell’arte in Toscana, Ed. Masso delle fate, Italia 2013.

Ha un’ampia presenza su internet.

I temi e i concetti principali del suo lavoro sono: arte di denuncia sociale contro il maltrattamento alla donna e il femminicidio; violenza senza violenza, sempre in relazione alla violenza di genere; post violenza e spiritualità.
Nella maggior parte delle sue opere fa uso dell’abito femminile attraverso il quale cerca di esprimere dei concetti come l’intervallo tra presenza e assenza, interiore ed esteriore, materia ed energia, corpo e spirito.

Il suo lavoro è caratterizzato dalla ricerca di materiali che vanno dal gesso, al legno, alla pietra, fino ai diversi tipi di resine e vetroresine. Fa inoltre uso di svariati oggetti quali bottiglie, filo spinato, catene, lucchetti, corde ecc., così da dare ulteriore forza ed espressione al suo lavoro.

Spesso espone più opere in contemporanea così da appropriarsi dello spazio e trasformarlo in installazione. Recentemente realizza performances nelle quali dialoga con le sue opere in modo interattivo, secondo il concetto “espongo esponendomi”.