LUIGI LATINO    - Italia



                                                                                          CONTATTO:  latinart@libero.it

                                                                      Il suo studio:  Via Umberto I, 35 Galatina  info: 320_3318527




La sua Biografia 


Galatina (Lecce) il 5 settembre 1954, vive nella stessa cittadina del Salento.

Ha espresso, nel corso degli anni, una grande versatilità sia nei contenuti delle opere che nelle tecniche pittoriche utilizzate, attraverso un’attiva

sperimentazione creativa.

Pur non avendo un percorso scolastico artistico, ha sviluppato, sin da giovane, personali conoscenze, apprendimenti e soprattutto ricerche di tecniche facilitanti la propria espressione creativa. L’arte è stata ed è per lui lo spazio in cui vivere, godere, sentire la libertà quale dimensione unica ed irripetibile.

Occupato in altro tipo di attività lavorativa, per molti anni ha prodotto numerose opere per il solo piacere di esprimersi con l’arte, senza curare l’aspetto divulgativo della sua produzione attraverso i normali circuiti espositivi; ciò nonostante, diverse sue opere sono presenti in collezioni private e all’estero. 

Il Curriculum


Galatina (Le) - giugno 1988, 1990, 1991 Esposizione artistica in Fiera Campionaria

 Galatina (Le) - 28 / 30 giugno 1994 Collettiva artistica Pro Loco

 Martignano (Le) - 22 / 28 luglio 2002  IX Rassegna arte contemporanea

 Sogliano Cavour (Le) - 9 / 11 agosto 2002   Rassegna arte contemporanea

 Bari - 7 / 15 settembre 2002  Guarda oltre il muro - B.P.P. Fiera del Levante

Lecce La chimera - Hotel President

 Galatina (Le) - 20 dicembre 2002 / 6 gennaio 2003 Natalart - artisti salentini

 Nardò (Le) - 24 dicembre 2002 / 2 gennaio 2003 Introspective - Circolo Il Sedile

 Galatina (Le) - 25 aprile / 1° maggio 2003 Rassegna espositiva LecceArredo

  Roma - 31 maggio / 10 giugno 2003 “Tra memoria e desiderio” Oltreilsegno Galleria Il Leone

 Galatina (Le) - 20 giugno / 20 luglio 2003 “Universo e dintorni” - Galleria Santoro

 Otranto (Le) - 14 / 29 giugno 2003 Salento in arte - Torre Matta

 Galatina (Le) - 20 giugno / 20 luglio 2003 “Universo e dintorni” - Galleria Santoro

 Gallipoli (Le) - 19 / 27 luglio 2003 Salento in arte - E. S. Borgo

 Felline (Le) - 31 luglio / 3 agosto 2003 Salento in arte - castello

 Galatina (Le) - 13 dicembre 2003 / 10 gennaio 2004  “Tra metafisica e informale” Museo civico Pietro Cavoti

 Copertino (Le) - 30 maggio / 10 giugno 2004  2° concorso arte contemporanea Memorial Verdesca

 Galatina (Le) - 27 giugno / 10 luglio 2004 Manifestazione artistica - Palazzo della Cultura

 Galatina (Le) - 27 giugno / 27 luglio 2004 “Il dio denaro” - sala ex consorzio

  Lecce - 29 agosto / 4 settembre 2005 Il Sallentino - ex convento dei Teatini

 Galatina (Le) - 19 novembre / 5 febbraio 2006 Pensiero e... rappresentazione in tre atti Galleria Santoro

 Galatina (Le) - 1 / 30 aprile 2007  “Libera” arte - Galleria Santoro

 Napoli - 20 giugno / 9 luglio 2007 ventiperventi

 Barletta - 22 luglio / 9 agosto 2007 Vedo ciò che sento - Centro culturale Zerouno

 Gallipoli (Le) - 20 agosto / 21 settembre 2007 Arte d’agosto - Gruppo Banca Sella

 Nürnberg - [PROGETTO]  20 ottobre / 20 novembre 2007 equilibriarte.org in Nürnberg 2007

 Firenze - 27 ottobre / 11 novembre 2007 Arte trasformatrice e nonviolenza

 Barletta - 11 / 21 novembre 2007 Post– Centro culturale Zerouno

 Napoli - 4 / 14 dicembre 2007 Santa Barbara, open and free project  Anno primo, cava seconda

 Lodi - 7 dicembre / 6 gennaio 2008  Mostra di Natale - Lodi

 Galatina (Le) - 15 dicembre / 6 gennaio 2008 Saranno cose... - Galleria Santoro

 São Paulo - 21 febbraio / 21 marzo 2008 Mostra Gruppo Kromakrea a São Paulo

 Cosenza - 12 / 19 aprile 2008 Contaminazioni

 Aversa (Ce) - 19 / 26 aprile 2008 Santa Barbara Open and Free Project Anno primo, cava terza

 Napoli - 3 / 18 maggio 2008 Confidenze partenopee

 Pomezia - 1 / 30 giugno 2008 Tra Micro e Macro

 Napoli - 20 giugno / 10 luglio 2008 ventiperventi

 Napoli - 20 settembre / 4 ottobre 2008 LiberaMenteBianco

 Iglesias - 21 / 28 settembre 2008 Santa Barbara Open Freeand FullProject cava quarta

 Roma - 2009 trentapertrenta = novecento Fonderie delle arti

 Napoli - 17 / 20 gennaio 2009 LiberaMenteBlu

Costa de Oro - 7 / 27 marzo 2009  Avanti 2009 - Come on 2009

 Senorbì (Ca) - 4 / 19 aprile 2009  Tra il figurativo e l’Informale

 Niteról, Rio de Janeiro - 16 maggio / 15 giugno 2009  MuldiArt Mostra Internacional de Arte Contemporanea

 Noto (Sr) - 16 / 30 maggio 2009 Anime Contemporanee and Friends

 Isola La Maddalena - 15 / 30 giugno 2009 Arte nell’isola di Garibaldi

 Pietramontecorvino (Fg) - 26 / 30 luglio 2009 Associazione Culturale Galleria Amici dell’Arte

 Roma - 19 dicembre 2009 / 7 gennaio 2010  Profilo d’artista - arte contemporanea “Il trittico”

 Berlino - 2 / 12 aprile 2010 trentapertrenta = novecento  Sotto il cielo di Berlino

 Milano - 17 maggio / 2 giugno 2010 Lo sguardo nel mondo Auditorium zona 9

 Noto (Sr) - 15 / 29 maggio 2010 Anime Contemporanee and Friends

 Ljubjana - 26 maggio / 18 giugno 2010  trentapertrenta = novecento Università di Lubiana

 Galatina (Le) - 27 giugno / 10 luglio 2010 Metamorfosi - Galleria Santoro

 Roma - 11 / 17 settembre 2010 Ritmi - Galleria Vista

  Roma - 18 settembre / 7 ottobre 2010 Il Filo D’acqua - Fonderia delle arti

  Roma - 2 / 9 ottobre 2010 trentapertrenta = novecento Opere da mostrArti

 Galatina (Le) - agosto 2011 Mediterraneo - Palazzo Micheli

 Galatina (Le) - dicembre 2011 / gennaio 2012 Mediterraneo Lavori in Corso - Museo Civico Pietro Cavoti

 Roma - marzo 2013 Cento sfumature di grigio - Galleria d’arte collezione saman

 Specchia (Le) - 10 agosto / 10 settembre 2013 Human Rights - ex convento dei francescani neri

 Lecce - ottobre / dicembre 2013 Cronache di resistenza - h 24

 Rovereto - 28 settembre 2013 / 31 gennaio 2014 Human Rights - Migrantes Fondazione Opera Campana dei Caduti

 Lecce - dicembre 2013 / gennaio 2014 Potere e paura - h 24

 Galatina - giugno 2019 - Grovigli mentali
 Budapest - novembre 2019 - Biennale di Budapest   


La Critica 


Luigi Latino: Il Nocchiero nella Spelonca

Grande nella nuda assonanza, Musa di un mito cantato altrove: vent’anni.

Luigi latino indugia, spalanca il nero di occhi profondi come la notte. Artista che naviga sulla terraferma dopo aver concesso all’Utopia il possesso dei mari.

E’ questo il suo informale. Le linee di colore si srotolanono verso la conversione alla poesia. Musa ispiratrice proprio quell’arte che stà lì, che non vorrebbe suggerire perché per il Nocchiero non ci vogliono santi a commisurare il reliquiario. La sensibilità del timone è nella spelonca e i versi sono spalla ai remi.

Luigi latino, anarchico urlatore usa il doppio registro della poesia e dell’arte per meglio spiegare, per meglio concepire per dare voce all’artista che urla ma potrebbe essere non ascoltato, Vate venuto dal tempo, instancabile orma sull’orma che gridava un tempo e sguainava la spada al potere, all’arroganza, alla miseria prostituta degli uomini oppressi dalle loro stesse nulle ideologie. Contro il capitalismo, la guerra l’omertà, Luigi Latino porta nella spelonca i problemi di chi vive ai margini, di chi chiede risposte di chi usa il suo aroma:caffè sempre più amaro mentre sul grande schermo passa il cortometraggio “Tangente Sul Mondo”.

Libero è il suo mestiere, Libero il nome del suo amico migliore, Libero il mondo che narra e che descrive.

La cultura è dettame, qualunquismo, corsa all’ultim’ora come se un attimo dopo finisse il mondo. Anche questa è la sua denuncia.

Ora il nocchiero ha freddo dopo il naufragio, non sorride più, forse sorrise a vent’anni quando non c’era vuoto incancrenito nelle strade. Dopo la carestia…la fame!

 

Carla piccioni

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Luigi Latino, classe 1954,pittore e poeta, espone due sue opere ( Limitatori di libertà –Tortura ) tolte ad una produzione ormai cospicua di una carriera pluridecennale sempre in prima linea, orgogliosamente militante.
Studiare la semiotica della sua arte visiva vuol dire comprendere che cosa il segno di questi quadri voglia significarci e comunicarci, cogliere le relazioni di senso che essi cercano di instaurare. Ma trattandosi di arte informale ciò è più difficile, poiché la pittura di Latino non rientra né nel figurativo né nel puramente astratto. Vi è inoltre, in alcune opere di tecnica mista, una commistione fra pittura e scultura, secondo l’insegnamento delle avanguardie storiche e del loro messaggio fortemente provocatorio. In questo senso, Luigi Latino potrebbe essere considerato un epigono del grande Jackson Pollock che con la sua singolare tecnica ha influenzato fortemente tutto il movimento di questo tipo di pittura istintiva e impulsiva. Comunque il processo di rinvio di questi segni mi porta ad una costante, palpitante, urgente voglia di libertà che Latino esprime non solo in queste tele ma in tutto il suo discorso pittorico. Anzi, le sue tele sembrano i singoli episodi di una narrazione artistica partita da anni e che non si sa se e come troverà uno sbocco compiuto, finito, nella continua ricerca dell’informale sua visione. Il riferimento più autorevole che mi viene in mente è all’arte di Alberto Burri, indiscusso maestro italiano dell’informale. Latino utilizza materiali dei più diversi in quanto attraverso di essi l’artista esprime la propria concezione del mondo, e infatti non troviamo mai superfici lisce e morbide, che ci trasmetterebbero un senso di dolcezza e armonia, ma invece superfici rugose, crespe, ruvide, che danno un’idea di scontro, disordine, conflitto,disagio. Un’idea claustrofobica della società attuale, un empito di ribellione scuote Latino nei confronti di tutte le gabbie mentali e fisiche nelle quali chi è in alto vorrebbe rinchiudere il pensiero ( che invece deve essere libero, secondo l’assioma “Libera arte Libero pensiero” di cui Latino ha fatto un manifesto), una voglia corsara di scardinare le porte del sistema e rompere tutti i chiavistelli che impediscono, costringono, riducono. Le opere “limitatori di libertà” e “tortura” vogliono descrivere la negletta condizione dell’essere umano, la sua oppressione, ed essere invito a finalmente affrancarsi. Esortazione a rompere “muri, recinti, staccionate”, limitazioni di sorta, sia reali che mentali, “costituzioni, leggi, religioni, tradizioni, procedimenti inconsistenti”, come scrive Latino. Sprone a coltivare “il sogno e l’utopia” che sono state, dice l’autore, la ragione della sua vita.
L’opera “limitatori di libertà”, è di carta, tela e acrilico su tavola. Da questa, come pure da altre tele, emergono delle figure umane, appena riconoscibili, tragiche e ironiche al tempo stesso, che vogliono forse dirci della precarietà e labilità della nostra situazione, del nostro essere solo pallide, sfumate comparse, nel gran palcoscenico della vita metropolitana alienata e disaggregata. I colori usati sono il rosso, il grigio chiaro, grigio scuro e nero. Nei suoi grovigli di pittura infatti le sagome umane in lontananza e i volti sembra che si inseguano, e i paesaggi da era postatomica sembrano evocare un imminente giorno finale. La sua arte è urlo violento e lotta disperata contro quel grande Moloch degli affari e della finanza a cui sempre più spesso si sacrificano vittime umane , contro le nefandezze, come le guerre, la fame, il latrocinio, la violenza esercitata dall’occidente moderno e civilizzatore sulle fragili democrazie orientali. E’ lo stesso Latino a spiegare il proprio messaggio artistico e poetico facendosi esegeta di se stesso. Un invito alla società tecnologica degli anni Duemila affinché deponga la sua visone economicistica e strumentale del mondo. Un flebile richiamo, certo il suo, quasi giovannea “vox clamantis in deserto”, un audace quanto disperato ammonimento che pochi si sentono oggi in animo di condividere, una battaglia di retroguardia, quindi. L’opera “tortura” ,che è costituita da carta bulloni, corteccia di albero e acrilico su tavola, è una denuncia contro tutte le forme di violenza e di negazione dei diritti umani che si perpetrano in ogni parte del mondo. I colori sono il grigio chiaro, grigio piombo e il nero. Quest’opera mi fa venire in mente quella poesia di Salvatore Quasimodo che recita: “ Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, con le ali maligne, le meridiane di morte, t'ho visto- dentro il carro di fuoco, alle forche, alle ruote di tortura..” Le denunce di Latino attraverso le sue opere, esposte nella sua piccola bottega- atelier nel centro storico di Galatina, hanno valore nello stesso momento in cui noi spettatori entriamo nel suo mondo simbolico e comprendiamo l’apparente paradosso secondo cui , attraverso il suo pessimismo, egli voglia comunicarci l’incomunicabilità (che è poi l’arte informale) e intessiamo con lui un dialogo estetico, con un rispecchiamento nella sua arte. Potremo così condividere le sue ribellioni contro le menzogne,l’edonismo sfrenato di questi anni, lo sfruttamento sul lavoro, i camuffamenti del potere , tutte le misure di ingiusta contenzione. Sebbene non ci sia speranza nei colori scuri delle sue tele, non ci sia trascendenza, nelle sue tele poco rassicuranti, l’artista persiste nel suo sforzo espressivo che è del tutto apprezzabile.

PAOLO VINCENTI