GIAN LUCA GALAVOTTI   - Italia - 

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  La sua Biografia

  Nato a Modena nel 1967, fin da bambino ho disegnato e dipinto su qualsiasi foglio bianco o materiale idoneo avevo a disposizione…. all’età di 23 anni ho provato a utilizzare i colori a olio (vecchio regalo di un mio zio pittore) e ne sono rimasto entusiasta.

  Nel 2006, dopo molte sollecitazioni da parte di amici e conoscenti, sono “andato contro” il mio carattere molto riservato e ho iniziato a esporre i miei quadri (di seguito sono elencati mostre e concorsi).

  Continuo a dipingere per passione e gioia.

  Attualmente, per ragioni di lavoro e non, vivo “diviso” tra Verona, Mirandola e Cesenatico.


CURRICULUM

Le sue mostre:


- Correggio (RE) – giugno 2006, collettiva organizzata dal Circolo degli Artisti di Reggio Emilia;

- Lazise (VR) – luglio 2007, personale;

- Mirandola (MO) – settembre 2007, personale;

- Treviso – settembre / ottobre 2007 – “I Cammini dell’Arte”, collettiva;

- Bergamo – dicembre 2007, collettiva presso New Artemisia Gallery;

- Cesenatico (FC) – febbraio 2008, “Collettivo Artisti Cesenatico”;

- Bergamo – febbario 2008, collettiva “Venti Fiori Venti Autori” presso New Artemisia Gallery;

- Lazise (VR) – aprile 2008, personale;

- Pisa – maggio 2008, collettiva “Mostra Finalisti Concorso EM’ARTE 2008”

- Cesena – giugno 2008, collettiva “ADARC – Associazione degli Artisti Cesenati”;

- Forlì – novembre 2008, Fiera CONTEMPORANEA 2008

concorsi:
- Treviso – settembre-ottobre 2007, 2° Premio Internazionale di Pittura
 selezionato per Mostra “I Cammini dell’Arte” nel centro storico di Treviso;

- Bergamo – ottobre 2007, 4° Concorso di Pittura “Trofeo G.B. MORONI”
 premiato;


- Pisa – maggio 2008, 5* Concorso Internazionale di Pittura EM’ARTE 2008
 selezionato per Mostra 10 Finalisti;

- Bergamo – ottobre 2008, 5° Concorso di Pittura “Trofeo G.B. MORONI”
 premiato;

La Critica

Afferma di dipingere per passione ed il “pathos” prorompente e forte, caratterizza e coinvolge tutta la sua produzione artistica, dalle opere più recenti a quelle primitive dei sui esordi d’artista.
Girasole, la serie dei Padon e non meno l’ironico Paperino, sono alcuni dei bei lavori frutto dell’inventiva di Gian Luca Galavotti, pittore autodidatta ma già maturo nei contenuti e nelle scelte tematiche tratte dal suo personale vissuto di uomo e d’artista e memori di singolari ed intimi ricordi.
Gli attimi e gli aspetti vedutistici più significativi sono fermati nella tela e rappresentati volutamente in primo piano quasi a sottolinearne la “misteriosa” importanza custodita in essi, forse a noi mai conoscibile del tutto, conservata nella memoria dell’autore.
Il pittore  sintetizza in volumi ben definiti e al contempo essenziali il particolare di un paesaggio, un dettaglio naturalistico ed il suggestivo effetto, mirabilmente inseguito del giorno e della notte.
La tecnica a campiture di colore ben distinte chiarisce la forma volumetrica delle cupole greche al tempo stesso le esalta attraverso l’ausilio pensato e calibrato di luci ed ombre. I colori decisi, solari e accesi definiscono nettamente i contorni delle forme e talvolta prendono spazio e sopravvento su di esse tali da risultare dominanti, fino a rendere un soggetto apparentemente semplice e comunemente quotidiano esclusivo ed unico.
Nel cielo terso e nitido, campeggiano caldi paesaggi mediterranei, esotici scorci messicani e fiabeschi chicchi di grano che si sollevano quasi per “magia” alzati dal vento, in una dimensione quasi allegorica e fantastica.
In essi prendono forma le emozioni interiori dell’artista, un mondo di tensioni e vibrazioni spirituali che attirano l’attenzione dello spettatore e risuonano come in un concerto nell’anima di chi lo osserva. L’emotività scaturita dall’immagine sembra continuare, come essa stessa, oltre i confini della tela e raggiungere una intensità tale che non andrà mai perduta.
 
Pasqua Dott.sa Enrica
Storica dell’arte
Bergamo 28.11.2007


Sono attimi rubati della memoria (come scatti fotografici) che lasciano a chi si accosta alla figura una totale e personale continuità nella interpretazione del soggetto.
Da un tetto, da una balla di paglia, da un pontile (tutti solitari) ognuno di noi può continuare il viaggio completando coi nostri ricordi l’immagine che stiamo ammirando. Poche persone possono avere il privilegio di riempire i vuoti.

Aldebaran