CALOGERO CARBONE KALÒS        - Italia



                                                                                 CONTATTI: kalos.carbone@gmail.com

 

Biografia e Curriculum

Nato a Roma nel 1945, inizia a dipingere in età giovanile da autodidatta ed in stile figurativo classico. Ha frequentato corsi qualificati di pittura e acquisito negli anni conoscenze professionali di fotografia e di regia cinematografica. Partecipa a mostre personali e collettive e diversi suoi quadri sono presenti in collezioni private. E’ Co-fondatore dell’Associazione Culturale “Compagni di Strada” e del Manifesto: ”M.A.N.I.” Ultimamente realizza video per la “SER KAL Produzioni multimediali” sia a carattere culturale che sociale e di denuncia. Tematiche Convinto che la ricerca continua debba essere alla base di ogni attività artistica, ha seguito un percorso articolato che lo ha portato a definire una propria teoria incentrata sul concetto di “Pareidolia”. Tecniche L'esigenza di sperimentare lo ha portato ad utilizzare tutte le tecniche: olio, acrilico, tecnica mista, ma soprattutto materiali di scarto della "civiltà dei consumi" (lenzuola, specchi, sabbia, carta bruciata, cassette della frutta, ecc.) e materiali innovativi come le resine epossidiche. 

Mostre ed attività artistiche ultimi anni
2019 • “Dalla parte delle donne”, Roma, Galleria CosArte 2018 • “LuogoNonLuogo”, Roma, Galleria CosArte • “DIALOGO TRA GENERAZIONI”, Intentartnapoli, Castel dell’Ovo • “Il Tempo corrode ma non cancella” AIAPI 'HUMAN RIGHTS? #EDU" • “Il viaggio continua…” Caffetteria Berti, Roma 2017 • “Maledetta primavera”, Roma, Centro Studi Cappella Orsini • “3 Esposizione arti visive, Giarte, Castello Orsini, Fiano Romano • “HUMAN RIGHTS?' #H2O”, AIAPI UNESCO, Fondazione Opera Campana dei Caduti - Rovereto (Trento) • "La Rigenerazione dell'arte", Roma, Mitreo • '11° evento: Rispettate il mondo Rispettate voi stessi, Roma, Pincio • Premio Accademico Internazionale di Poesia e Arte Contemporanea Apollo dionisiaco

  Riflessioni e Pareidolie    

La mia produzione artistica si ispira ai due principali temi di ricerca che in questi anni (in particolare dal 2004 a oggi) ho sviluppato:  Pareidolia  Riflessione. La parola “riflessione” ha molteplici significati: in geometria, informatica, computer grafica, fisica, filosofia (secondo gli aristotelici, si ha quando l'intelletto non solo conosce ma è consapevole, sa di conoscere). La pareidolia è l'illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili. Questi due argomenti, inizialmente slegati tra di loro, ora mi appaiono come due facce della stessa medaglia. Questo soprattutto dopo alcune letture sulle ultime teorie della fisica quantistica che, pur lasciandomi perplesso dal punto di vista scientifico, mi intrigano dal punto di vista filosofico e artistico. Le teorie degli infiniti universi (Multiverso) e dell'Universo-ologramma permettono di spiegare molti aspetti della fisica finora ritenuti inconciliabili, ma ci pongono altri interrogativi. Viviamo in una realtà virtuale? Ciò che percepiamo attraverso i nostri sensi è tutto ciò che esiste? E' ben strano che attraverso i nostri occhi vediamo la realtà materiale che ci circonda tranne quella relativa a noi stessi. Infatti, se son esistessero superfici riflettenti o di riproduzione fotografica, non potremmo sapere che aspetto abbiamo: di noi possiamo vedere solo un'immagine riflessa o riprodotta, mai diretta. Lo stesso termine, riflessione, lo usiamo in senso introspettivo: mediante essa l'uomo indaga se stesso. Da queste considerazioni scaturisce l'idea realizzativa dell'opera e, spesso, l'utilizzo dei materiali impiegati: frammenti di specchi che rimandano l'immagine di chi osserva e scarti della nostra “civiltà dei consumi”. Essi formano figure che, inizialmente nate dal caso, diventano via via elementi antropomorfi più o meno palesi o immagini illusorie, pareidoliche appunto, di un mondo che percepiamo in modo certamente incompleto e, probabilmente, irreale. Questo concetto mi ha permesso, quindi, di superare la barriera ideologica tra astratto e figurativo. L’opera nasce astratta e solo successivamente può assumere forme più o meno percepite come ectoplasmi di immagini di una realtà che è nella mente di chi osserva al pari di chi la propone.
Calogero Carbone