MARIA GRAZIA LUNGHI       - Italia


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Sulla sua Arte 


Maria Grazia Lunghi vive ed opera nella sua città, Roma. Inizia la sua attività negli anni '70. Nel 1976 si laurea in Pedagogia presso l’Università di Roma. Segue corsi di pittura, disegno e nudo all’Accademia di Belle Arti e nella Scuola di Arti Ornamentali di Roma. Negli anni ‘80 fa parte del gruppo di artisti Magazzini generali, che organizza una serie di mostre dal titolo Reinventare i luoghi dell’arte. Da qui le prime mostre nei bar, nelle piazze, ma anche un continuo incontro e confronto d’idee, di esperienze, di progetti per un diverso modo di fare e proporre arte. Dal 1989 al 1991 frequenta la Scuola del nudo all’Accademia di Belle Arti di Roma. E’ co-fondatrice dell’Associazione Culturale “Compagni di Strada” e del Manifesto: ”M.A.N.I.”


Esplora la sofferta condizione umana dei nostri tempi globalizzati. Espone con continuità le sue opere in mostre personali e collettive, e partecipa a concorsi di livello nazionale e internazionale.

 

Pensiero sull’Arte

 

Il pensiero e l’azione si muovono insieme. Corre la memoria e il ricordo, le immagini e i sogni, le emozioni e le conoscenze, mentre le mani lasciano fluire e sgocciolare i colori e gli impasti di materia aggiungendo materiali e scarti recuperati. I reperti urbani come tappi di birra schiacciati, lattine accartocciate, tacchi perduti di vecchie scarpe, specchi retrovisori incidentati ridotti in mille splendidi frammenti, pezzi di parabrezza rotti come tanti cristalli, contenitori di latta per il cibo ormai trasformate dal calpestio e dalle intemperie in un unico sottile strato di metallo arrugginito, raccontano storie di vita di strada, di bevute e di mangiate, di camminate nelle vie cittadine, di povertà e di dolore, si inseriscono di diritto con forza nel lavoro pittorico mescolandosi, impastandosi, colorandosi e animandosi a nuova vita, portando intatte con sé la propria condizione di oggetto usato, scartato, rifiutato, calpestato, gettato, e infine rinato.

 

 

Alcune delle ultime attività del 2018 promosse da privati o patrocinate da Enti Pubblici

 

Il cadavere squisito, collettiva surrealista al TAG, Roma

Apollo Dionisiaco, Accad. Internazionale di Poesia e Arte, patrocinio Roma Capitale, Provincia di Roma

Corruzione Capitale, progetto a cura dell'associazione Neworld, Museo dello Stadio di Domiziano, Roma

Scarti al Riscatto, presso la Galleria Spazio 40, Roma

Un sorso di arsenico, mostra collettiva, Galleria ABC art, Roma

Strada facendo… al rione XXIII, Spazio espositivo, via F. Passino 3/5, Roma

Che cento fiori fioriscano, Artisti per Liberazione, galleria La Nuova Pesa, Roma

Arte da bere, Club delle Idee, Palazzo Ducale Caracciolo, l patrocinio del Comune di Casamassima, Bari

Premio Massenzio Arte 2014, Sala Caravaggio, Istituto Superiore Anti-incendi, patrocinio di Roma Capitale

Biennale d’Arte Contemporanea, Salerno in arte, Palazzo Frisone, patrocinio del comune di Salerno

sagome 547, Bombardamento di Roma San Lorenzo, Horti Lamiani, patrocinio di Roma Capitale

Primo Premio Monteverde Pasolini, Teatro Vascello, Patrocinio della Provincia e del Comune di Roma

Tratti e Ritratti, Ass.Culturale Michele Valori, Galleria Borghese, Mentana, patrocinio della Provincia di Roma

Cromie al Museo, Associazione Insieme nell’arte, Palazzo Doria Pamphili, patrocinio Città di Valmontone

ECO CREATIVITY, Agat, Casa della cultura, Villa De Sanctis, con il patrocinio della Provincia di Roma

Tra Mito e Realta’, Sala Consiliare del I Municipio, con il patrocinio del Municipio Roma Centro Storico

Il mese degli Spaventapasseri, collettiva presso i Giardini del Pojo a Fabriano

Primo Premio Monteverde Pasolini, Teatro Vascello, Patrocinio della Provincia e del Comune di Roma

ACQUAPURA, Salerno in Arte, Complesso Monumentale di Santa Sofia, patrocinio del comune di Salerno

La Critica 

 La pittura della Lunghi, riecheggia la grande lezione figurativa italiana degli anni ’50, ripresa successivamente dalla transavanguardia. Il suo Eden è l’unica possibile salvezza per l’umanità in pieno accordo con la natura circostante, in un percorso ancora lungo, ma da affermare con forza, e le sue colature e strappi, sono ancora le evidenti ferite che noi tutti ci procuriamo, regalandole anche alle generazioni future.(Gianni Nappa)

“I temi affrontati da quest’artista sono a carattere sociale...e paiono concretizzarsi in un atmosfera caotica. Non dal punto di vista tecnico e raffigurativo, ma per quella sorta di “disfacimento” della realtà, come se il profondo disagio dell’esistenza contemporanea si trasformasse in una”minaccia” di scarti solidi e organici: quello dei rifiuti e quello dei rifiutati, simboli della civiltà dei consumi e dello sfruttamento….Maria Grazia Lunghi, nelle sue opere, affronta, sempre con risultati eccellenti, anche altre problematiche degli esseri umani, dovute alle loro precarie condizioni di vita…..il tutto scandito da una pittura tra figurativo, espressionismo e astrazione ”( Paolo Levi)

“… E nasce una pittura chiara, solare, limpida che carezza l’anima. I passaggi sono tanti e complessi, astratto, fantastico, figurativo e poi ancora tutto dall’inizio a riprendere il suo dialogo non già con il visto, ma con il pensato” (Aldo Riso)

“Maria Grazia dipinge con adesione spontanea alle impressioni delle cose che la sua camera ottica inquadra per bagliori cromatici e per una nativa capacità plastica e compositiva. … Semplicità di dettato e chiarezza camminano di pari passo in una pittura che ama il suo repertorio cromatico più che la sua minuziosa descrizione Ciò significa effettivo talento e senso della qualità pittorica. Chi cerca la pittura sa bene che raccontare qualcosa è indispensabile. Ma sa anche bene quanto è più importante il “come” rispetto al cosa si racconta. Credo che Maria Grazia sappia istintivamente, e con una certa imperiosa virtù creativa, quali sono le esigenti pretese dell’arte pittorica.” (Duccio Trombadori)

“…L'esigenza di comunicazione diretta, non mediata da percorsi obbligati, si riflette nella sua esperienza pittorica che, fin da allora, offre a chi osserva la possibilità di ripercorrere con immediatezza la sua avventura interiore: una tendenza all'espressione confidenziale dei propri stati emotivi, che si trasmette attraverso immagini forti, incisive, crude. Immagini di cose, oggetti, elementi comunque riconoscibili anche se inseriti in un contesto ambiguo, evanescente, costellato di piccole macchie incongrue, di sottile inquietudine” (Sergio Caldaretti)

“… Tutto ha luogo in brevissimi spazi, dove l’olio su tela compie il rito convergente tra memoria e ricerca. La forma a tratti è pietra dura, cielo o carne, e sfugge alle definizioni composte. Qui la bravura, in un complesso e sfuggente dispiegarsi di idee che oltrepassano la linea della fisica pur dilatandosi in essa” (Maria Teresa Palitta)

“il contenuto è gesto pittorico. L’artista usa la pennellata come estensione del proprio essere, esprime la coscienza soggettiva, l’introspezione psicologica dell’uomo. Il gesto-azione è atto, è manifestazione, è denuncia del disagio esistenziale individuale e collettivo. (Nathalie Affricano)

Il registro mediterraneo del colore, la semplicità di un’immagine che esce quasi dai limiti del paesaggio per rientrare in se stessa, nella sua essenza visiva; il tocco forte di una pennellata, che si ammanta di materia cromatica; l’attenzione estrema dell’artista a non turbare l’incanto di una visione sorgiva con particolari accessori: tutto confluisce nel comune denominatore della luce, alla quale Maria Grazia Lunghi sacrifica ogni compiacimento formale.( Italo Marucci)

Apre l’opera della Lunghi il passaggio dall’oggetto alla relazione. Il tempo denso, fattuale, materico, concentra tutta l’estensione e la frenetica durata nell’intensità cellulare dell’istante di risultato, in sinestesia dal colore, al rumore, al movimento, alle impronte stratificate del transito. L’opera dell’artista, quasi fosse pelle della città, raccoglie un precipitato di atti dell’accadere umano e, dal fotogramma sintesi della cinematografia sensoriale, rivela e denuncia all’uomo il suo viaggio. (Fulvia Minetti)

Maria Grazia Lunghi libera sulla tela mostri di trame intricate che imprigionano il paesaggio in una fanghiglia melmosa: la Città Eterna, esamine ha smesso di lottare per affiorare, spinta al di sotto dal peso di tutto ciò, cerca finestre di respiro: è vicina la sua ultima ora sotto il cielo dell’indifferenza, tra fili di cemento e sangue. (Laura Lioce)